Parole Matematiche e le loro origini: un viaggio nell'etimologia

Mathematical words and their origins: a journey into etymology

Mots mathématiques et leurs origines : un voyage dans l'étymologie

Mathematics, often regarded as the universal language of science, is composed of words and symbols that carry deep historical and linguistic significance. In this exploration, we'll delve into the origins of mathematical terminology, uncovering the stories behind the numbers and equations. Join us as we decode the language of mathematics and gain a richer understanding of the words that shape this remarkable field.

La matematica, spesso considerata il linguaggio universale della scienza, è composta da parole e simboli che portano un profondo significato storico e linguistico. In questa esplorazione, ci immergeremo nelle origini della terminologia matematica, scoprendo le storie dietro i numeri e le equazioni. Unisciti a noi mentre decodifichiamo il linguaggio della matematica e otteniamo una comprensione più ricca delle parole che plasmano questo straordinario campo.

Les mathématiques, souvent considérées comme le langage universel de la science, sont composées de mots et de symboles qui portent une profonde signification historique et linguistique. Dans cette exploration, nous plongerons dans les origines de la terminologie mathématique, découvrant les histoires derrière les nombres et les équations. Rejoignez-nous alors que nous décodons le langage des mathématiques et acquérons une compréhension plus riche des mots qui façonnent cette discipline remarquable.

Dalle civiltà più antiche all'età moderna, le parole matematiche si sono evolute e hanno preso in prestito dalla lingua di tutto il mondo.

From ancient civilizations to the modern age, mathematical words have evolved and borrowed from languages around the world.

Des civilisations anciennes à l'âge moderne, les mots mathématiques ont évolué et emprunté aux langues du monde entier.

Algebra → dall'arabo al-Jabr, aggiustamento (algebrista = conciaossa).

Algebra → from Arabic al-Jabr, restoration (algebrist = bonesetter).

Algèbre → de l'arabe al-Jabr, ajustement (algebriste = rebouteux).


Aritmetica → dal greco arithmos, numero.

Arithmetic → from Greek arithmos, number.

Arithmétique → du grec arithmos, nombre.


Elemento → probabilmente dalla elencazione delle lettere latine l, m, n, lette come el em en, ad indicare una lista di oggetti fondamentali.

Element → probably from the listing of the Latin letters l, m, n, read as el em en, indicating a list of fundamental objects.

Élément → probablement de l'énumération des lettres latines l, m, n, lues comme el em en, indiquant une liste d'objets fondamentaux.


Frazione → dal latino fractiones che traduce l'arabo kasr, rotto; le frazioni sono appunto numeri "rotti", "spezzati".

Fraction → from Latin fractiones which translates the Arabic kasr, broken; fractions are indeed "broken", "shattered" numbers.

Fraction → du latin fractiones qui traduit l'arabe kasr, cassé ; les fractions sont en effet des nombres "cassés", "brisés".


Insieme → dal latino in simul, tutto nello stesso tempo, in una sola volta, a sottolineare che non interessano tanto gli elementi che lo compongono, quanto il tutto.

Ensemble → du latin in simul, tout à la fois, pour souligner que ce ne sont pas tant les éléments qui le composent qui importent, mais le tout.


Matematica → dal greco μαθηματική τεχνή, cioè arte dell'apprendimento.

Mathematics → from Greek mathematiké techné, that is, the art of learning.

Mathématiques → du grec mathematiké techné, c'est-à-dire l'art de l'apprentissage.


Metodo → dal greco meta hodos, cammino che porta avanti, una strada che permette di procedere

Method → from Greek meta hodos, the path that leads forward, a road that allows one to proceed.

Méthode → du grec meta hodos, le chemin qui mène en avant, une route qui permet de progresser.


Problema → dal greco πρόβλημα, composto da πρό, davanti, βάλλω, io getto, pongo; e in effetti molto spesso i problemi ci vengono 'gettati di fronte' senza che ne comprendiamo la reale portata

Problem → from Greek próblēma, composed of pró, before, and bállō, I throw, I place; and indeed, very often problems are 'thrown in front of us' without us understanding their real significance.

Problème → du grec próblēma, composé de pró, avant, et bállō, je jette, je place; et en effet, très souvent les problèmes nous sont 'jetés devant nous' sans que nous comprenions leur véritable signification.


Scaleno → dal greco, zoppicante; in relazione ad isoscele, in quanto i triangoli scaleni hanno un lato (quindi una gamba) più lungo dell'altro.

Scalene → from Greek, limping; in relation to isosceles, as scalene triangles have one side (thus one leg) longer than the other.

Scalène → du grec, boiteux ; en relation à isocèle, car les triangles scalènes ont un côté (donc une jambe) plus long que l'autre.


Teorema → θέα per i Greci era la visione, la contemplazione e quindi passò ad indicare uno spettacolo teatrale; di qui nacque il verbo θεωρέω, io guardo, osservo, contemplo.

Theorem → for the Greeks, théa was vision, contemplation, and thus it came to indicate a theatrical performance; from there the verb theoréō was born, meaning I look, I observe, I contemplate.

Théorème → pour les Grecs, théa était vision, contemplation, et ainsi il en est venu à indiquer une performance théâtrale ; de là est né le verbe theoréō, signifiant je regarde, j'observe, je contemple.


Segnalo in aggiunta le seguenti risorse per scoprire con curiosità da dove derivano alcuni termini che si utilizzano comunemente:

Additionally, I recommend the following resources to discover with curiosity where some commonly used terms come from:

Je recommande également les ressources suivantes pour découvrir avec curiosité d'où viennent certains termes couramment utilisés :



Infine, propongo una riflessione su Matematica e linguaggio di Ennio De Giorgi:

Finally, I propose a reflection on Mathematics and language by Ennio De Giorgi:

Enfin, je propose une réflexion sur Mathématiques et langage d'Ennio De Giorgi :

Molte volte si dice: se facciamo una nota scientifica in italiano nessuno la legge, il che poi non è vero: se la nota è veramente buona, in realtà viene letta.

Personalmente ho sempre scritto in italiano, sono incapace di scrivere di getto in inglese, ho visto però che le note che avevano un qualche valore erano conosciute in un tempo abbastanza breve.

Penso che bisognerebbe, cominciando dalle note prima ancora che dai libri, far capire che è importante che ci sia un gran numero di note su argomenti moderni, scritte in buon italiano se non vogliamo che l'italiano si atrofizzi come lingua scientifica. Questo è un grosso problema, quello della conservazione all'italiano della capacità di essere una lingua scientifica e anche una lingua scientifica naturalmente flessibile, capace sia di creare nuovi vocaboli sia di assumere vocaboli stranieri e integrarli nel suo contesto, comunque capace di avere costrutti sintattici, grammaticali che siano nello stesso tempo linguisticamente eleganti anche se non con l'eleganza di un secolo fa o di due secoli fa, che siano molto chiari, molto leggibili, anche molto traducibili in lingue straniere, anche perché si corre il rischio che tutta la produzione scientifica sia scritta solo in inglese da persone che conoscono piuttosto male l'inglese, ha l'effetto di un impoverimento della letteratura scientifica anche come forma di letteratura linguisticamente bella, il che secondo me è molto pericoloso. In fondo perché ci siano molti lavori ben scritti in inglese e nello stesso tempo chiari ed eleganti dal punto di vista artistico, è utile che anche nelle principali lingue che hanno una grossa tradizione di letteratura scientifica continui questa volontà di scrivere dei buoni lavori e dei buoni libri moderni ma non piatti e sciatti sul piano linguistico; questo è uno dei problemi che vanno posti all'attenzione di tutte le persone che lavorano in matematica e in fisica, in ingegneria e nelle altre scienze. Mantenere il contatto con la comunità internazionale, magari imparare l'inglese e il francese o il russo meglio di quanto non sia capace io, che non sono molto portato alle lingue, e allo stesso tempo sforzarsi di produrre lavori scritti in buon italiano, il che non vuol dire lo stesso italiano dei lavori scientifici di 50, di 100 anni fa. Fare che la lingua si evolva ma si evolva adeguandosi anche al modificarsi delle conoscenze scientifiche, si evolva restando una lingua bella ed espressiva anche nell'esposizione delle più moderne teorie scientifiche. Nella divulgazione alternare a esposizioni di problemi particolari, la presentazione a un pubblico vario di problemi di tipo invece più generale, per esempio sul significato della parola "esiste" in matematica, sul rapporto tra realtà fisica e realtà matematica, ecc. Cercare che tutta la gamma di riflessioni dal particolare al generale, dallo storico al moderno sia presente alle persone che hanno delle curiosità. Tenere conto del grande ruolo che la storia della scienze può avere nella comprensione delle discipline scientiÖche attuali; nello stesso tempo non cadere in quella forma di riduzionismo che è lo storicismo, il pensare che noi sappiamo tutto su un certo argomento quando abbiamo conosciuto la storia di quell'argomento.

Accanto al punto di vista storico c'è il punto di vista metastorico: si chiede tu che cosa pensi di questa cosa. Nella stessa storia è giusto dire: non attribuiamo a una persona idee che ancora non esistevano ai suoi tempi, senza dimenticare che alcune idee iniziali di 500, 1000 anni fa, avevano in sé la potenzialità di certe implicazioni che sono state scoperte successivamente. Chi ha scritto certi assiomi non poteva sapere tutti i teoremi che da quegli assiomi sarebbero stati dedotti però la conoscenza di tutti questi teoremi indubbiamente è un elemento che ci fa apprezzare di più l'intuito iniziale di quella persona che ha scritto quegli assiomi. Riconoscere l'importanza della storia ma non prendere la mentalità storicistica. Il tutto va visto come dicevano gli antichi "sub specie aeternitatis", vedere in fondo certe idee come sono rimaste attraverso l'evoluzione del tempo anche se espresse in modo diverso. Certi motivi ritornano in forme diverse in epoche molto lontane; è importante avere questa duplice visione. Come per esempio a concetti analoghi sono arrivate civiltà diverse non comunicanti tra loro, almeno nel momento in cui certe idee dall'una e dall'altra venivano scoperte. Quindi saper vedere insieme l'aspetto storico e l'aspetto che non so come chiamare, chiamiamolo metastorico.

Fonte: Matetango.